lunedì 7 luglio 2014

Abolire l'esame di maturità? No grazie.

Uno dei riti più radicati nella nostra storia, l'esame di maturità, rischia di essere vittima della speding review nostrana, fatta di interventi spesso fasulli e di scarsa incisività e che poi tralascia quelle fonti di spesa intoccabili che sono la vera causa del prosciugamento delle casse statali. Ma questa è un'altra storia. Oggi, tanti ragazzi sono sotto il torchio di quello che è, e rimane, seppur svuotato da quel carisma che aveva un tempo, un passaggio fondamentale nella vita di uno studente: il varco di quella sottile linea di confine che segna la fine dell'adolescenza e l'ingresso nel mondo dei grandi. La fine di un modus vivendi, quello tipico della scuola tradizionale, e l'ingresso nel mondo del lavoro o dell'università dove incontreranno un modo di studio e di confronto molto diverso e nuovo con il quale fare i conti. In una parola: si diventa donne e uomini adulti.
Ognuno di noi ha, certamente, un ricordo indelebile di questo periodo: l'ansia, la preoccupazione, la tensione, i preparativi, le discussioni, i pensieri. Prima di entrare per la prima prova scritta e per, poi, la prova orale, si rincorrono nella mente mille pensieri. In quel momento, tutto il tuo mondo si ferma e l'esame diventa il fulcro della propria attività. Ed ognuno, in questi frangenti, mette alla prova se stesso, la sua personalità, le sue debolezze e la sua forza.
Siamo sicuri che un passaggio così importante debba essere sacrificato sull'altare del risparmio di spesa (oops, scusate se parlo in italiano e tralascio questi noiosi ed invasivi termini anglofili)?
Prima di toccare un passaggio così importante, dove ognuno di noi, per la prima volta nella vita, si confronta con se stesso e con gli altri, in prima persona, senza intermediazioni, dove ognuno di noi si rimette in gioco per davvero, ci penserei bene.
Se proprio dovete tagliare, cortesemente, tagliate le assurde spese militari, gli sproporzionati compensi ai politici ed ai manager di Stato, combattete seriamente la corruzione, ma lasciate stare l'Esame di Maturità.

sabato 5 luglio 2014

F35 ed americandipendenza.

Tutti i vari governi succedutisi, senza distinzione alcuna, hanno vergognosamente appoggiato questa politica prona al volere dei padroni americani. È probabile che la loro potenza di fuoco (economica) occulta alle masse sia tale da "costringere" i vari governi - ob torto collo - ad una obbedienza senza grandi alternative. Se così fosse - ed è altamente probabile che così è - non vedo molte vie di fuga.
La vicenda degli F35 è emblematica: un vero bidone del costo di qualche milione di dollari, rifilato al "povero paese" amico. I politici nostrani hanno cercato, e cercano tutt'ora, di arzigogolare giustificazioni fantasione perché non hanno il coraggio di dire chiaramente la raltà: siamo un paese occupato, una pseudocolonia, per cui "mangia e taci" come diceva Mussolini al figlio che gli chiedeva: "Papà, cosé il Fascismo?".
La dipendenza economico-finanziaria è totale. Quella militare, idem. Decine sono le basi militari presenti.
Uscire da questo abbraccio soffocante sembra quasi impossibile. Qualcuno di noi, non più giovane, ricorda sicuramente, l'attacco speculativo verso la lira dei primi anni '90 che ci costò l'uscita dallo SME. La speculazione fu organizzata dal magnate Soros (per chi non lo conoscesse un miliardario ungherse ma naturalizzato americano ancora oggi presente alle riunione del Bilderberg) e la lira perdette circa il trenta per cento del suo valore in pochi giorni.
Di fronte a questa prepotenza, che fare? Basterà che i cittadini prendano coscienza della situazione? Basterà che la rete ci porti a conoscenza di realtà che prima erano totalmente nascoste?

martedì 18 marzo 2014

Fatti teutonici

I media di regime si sono affrettati a sottolineare la "piena sintonia" tra Renzi e la Merkel.
Io, invece, ho avuto l'impressione che il Renzi sia stato trattatto né più né meno come i suoi predecessori, Monti e Letta. Toni cordiali, pacati, ma fermi. Non vedo quali progressi rispetto a prima, solo un po' di scena in più dato che il Renzi è telegenico, risulta simpatico e ha alle spalle l'esercito mediatico italiano prono al potente di turno che gli garantisce cospicui finanziamenti senza i quali gloriose testate come Repubblica o il Corriere (tanto per citarne solo due) sarebbero già in chiusura. I tedeschi sono teutonici sempre: la Merkel non ha fatto nessuno sconto a Renzi e non vedo il perché glieli dovrebbe fare. Loro vogliono fatti. Giusta o non giusta la loro posizione - questo è un altro discorso - loro sanno quello che vogliono: il problema è nostro. Meno chiacchiere e più fatti. Come i teutonici, infatti.
P.S.: da notare che i Teutonici furono sconfitti da Mario nel 120 a.c. (fonte dizionario di Repubblica).
Ma quella era un'altra storia.
 

lunedì 17 dicembre 2012

Il grande freddo

Molti di voi, non più giovincelli, avranno sicuramente visto un bellissimo film "Il grande freddo" del 1983. In una delle scene più belle, al funerale dell'amico comune, una delle protagoniste dice una frase: "La vera risposta è che non c'é una risposta". Credo che, in questa sobria affermazione c'é l'essenza dell'ateismo che non è una fede o una religione o una credenza: non è l'opposto di credere in Dio, non è un "non credere". Semplicemente è una condizione dell'intelletto umano che prende coscienza della propria infinitesima "nullità" nell'ambito dell'universo conosciuto ed accetta questa condizione dove, appunto, "non c'é una risposta" definitiva. Non è detto che a tutto c'é una spiegazione, ma a tutto si cerca una spiegazione un significato e, se questa risposta non c'é, si va avanti nella vita, nel quotidiano, valorizzando le proprie esperienze, valorizzando al massimo l'essere umano, il singolo, nella sua unica unicità. Ognuno di noi è unico ed irripetibile (teoria del caos) ed ognuno di noi ha lo stesso valore di un altro. Per vivere - per l'ateo - non è necessario scomodare sacre scritture o grandi vecchi che ci diano una ragione per vivere. La ragione di vivere è già in noi, nel nostro stesso vivere. Non so se l'ateo è più forte o più debole del credente, non credo che questo conti e soprattutto, è un fatto strettamente personale. I veri deboli, questo, si, sono i superstiziosi che, spesso, confondono la superstizione con la fede e si agganciano, a volte in maniera morbosa e quasi disperata, a presunte verità rivelate nascondendo dietro questa morbosità la loro disperazione del vivere, il terrore della malattia e della morte.
Colui che, invece, ha una fede matura e rispettosa delle opinioni altrui, merita altrettanto rispetto ed attenzione e, tra l'altro, ti da' la possibilita di un sano e costruttivo confronto.
Da parte sua, la vera scienza, quella che fa ricerca e non sale sul pulpito a predicare, è altrettanto umile ed accetta il confronto e, dove non arriva, resta in serena e vigile attesa di una spiegazione che potrebbe anche non venire mai.
Ecco perché ritengo che non ci sia un primato della fede o dell'ateismo, ma che ognuno possa vivere le sue convinzioni a patto di mettere sullo stesso piano le opinioni atrui, specie se contrarie.
Per l'ateo, comunque, big-ben o no big-ben, resta valido quanto detto: "la risposta è che non c'é una risposta".

Il ritorno di Metternich

 C'é in atto il tentativo finale di chiudere la partita con la sovranità di questo nostro disgraziatissimo paese. Monti, e tutto il Grande Potere non più occulto che sta dietro, affonda l'ultima spada per affossare definitivamente l'Italia. Già la nostra sovranità, dalla fine della seconda guerra mondiale, è stata fittizia a causa dell'occupazione politico-militare americana, che ha anche portato i suoi innegabili vantaggi, ma oggi se ne celebra il de profundis. Tutti i partiti in lizza (tranne, forse il solo SEL) tirano Monti per la giacchetta e si calano i pantaloni pur di garantirsene l'appoggio. E' la fine. Se già i politici erano solo marionette in mano alla grande finanza che li gratificava con lauti compensi (a spese dei cittadini), oggi la farsa è finita. Chiudiamo il parlamento, che tra l'altro ci costa una bel po', e lasciamo che si formi un Governo autonominato eliminando queste fastidiose quanto farsesche votazioni.
Cari signori, l'Italia è finita. Come diceva Metternich, torneremo ad essere una pura "espressione geografica".
Il solo M5S stelle si oppone a questo disegno perverso, ed infatti, lo stanno ostacolando in tutti i modi. Io, vado di corsa a firmare per le liste. I miei figli non potranno dirmi che mi sono "pronato" ai nuovi dittatori.

martedì 4 settembre 2012

U BACABBUNNU

Poesie dialettali calabresi - U bacabbunnu


La prima di un ciclo di poesie dialettali calabresi in dialetto cosentino. U' Bacabbunnu (il vagabondo) è la caricatura ironica del tipico vagabondo e indolente che non vuol fare niente e ama solo il vino e le belle ragazze ma è una gran compagnone.

giovedì 9 febbraio 2012

La nostra Shoah. Per non dimenticare.

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L'esodo degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia, all'indomani della seconda guerra mondiale, fu un dramma per troppo tempo dimenticato. Con la fine della guerra fredda e la caduta del muro di berlino, con la fine della cortina di ferro (che passava per Gorizia e per Trieste), cadde anche il muro di silenzio su questa grande tragedia italiana. Ricordiamola. E' stata la nostra Shoah.